11 October 2019

Spazi, tempi, relazioni. La cura dell'anziano nel progetto San Raffaele-Cariplo

Quali aspetti strutturali, all’interno dei dipartimenti ospedalieri e delle istituzioni socio-sanitarie dedicate alla presa in carico del paziente anziano, incidono in termini di tempi e spazi sulla qualità del lavoro dei professionisti? Quali sono le ricadute sul paziente? Quali dilemmi morali ricorrono nella cura della persona fragile? In che modo possono facilitare e o complicare l’erogazione delle cure? 

Dopo aver cercato una risposta a queste domande nella letteratura etica, scientifica e attraverso un’indagine qualitativa, l’obiettivo è quello di offrire evidenze per elaborare linee guida da spendere nella didattica e nella formazione dell’operatore del futuro, utili a migliorare la qualità del suo lavoro nei confronti di una fascia della popolazione epidemiologica in costante crescita. 

Il progetto, di durata biennale, si intitola Home, hospitals, humans: the impact of space and time in long term care delivery and aging, e prevede la collaborazione strutturata e interdisciplinare fra la Facoltà di Medicina e Chirurgia e la Facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffele. Un’analisi teoreticamente solida ed empiricamente spendibilie non può infatti oggi prescindere da una visione olistica dei servizi assistenziali. Il paziente, a maggior ragione se anziano, proprio perché patisce, vive quotidianamente una condizione di fragilità psicologica e sociale, che quando si aggiunge alla compresenza di patologie croniche ed eventuale declino congitivo, manifesta appieno la necessità di integrare l’efficacia del gesto tecnico alla sua appropriatezza rispetto ai tempi, ai luoghi e alle relazioni entro cui si consuma. 

Quanto agli spazi e ai luoghi, dalle caratteristiche strutturali dei setting entro cui avviene la cura (ospedaliero e territoriale, in regime di ricovero o ambulatoriale, in contesto di cura specialistica o primaria) si intende risalire ai problemi etici e operativi che essi pongono all’operato del care-giver non medico, e a come questi impattano sugli esiti del processo assistenziale. Quanto alle relazioni, lo stesso percorso viene approfondito a partire dalle caratteristiche individual di care-giver e pazienti (ad esempio età, sesso, nazionalità, cultura e religione), e a come queste tendono reciprocamente ad influenzarsi in un mondo sempre più multiculturale e pluralistico. 

Il team di ricerca è composto dal Prof. Roberto Mordacci, principal investigator, dalla Prof.ssa Roberta Sala, esperta degli aspetti etici caratteristici della professione infermieristica, dal Prof. Duilio Manara, esperto degli aspetti empirici (e ancora, morali) della stessa professione, dal Dr. Federico Pennestrì, assegnista di ricerca sugli aspetti etici e sociali della cura, e dalla Dr.ssa Noemi Giannetta, assegnista di ricerca sugli aspetti empirici che sfidano quotidianamente l’operatore non-medico.

Federico Pennestrì