17 October 2019

Presentazione del libro "We. Reviving Social Hope" con Ronald Aronson (29.10 @UniSR)


Il 29 ottobre 2019, alle ore 14-16 presso l'Università Vita-Salute San Raffaele, si terrà la presentazione del libro We. Reviving Social Hope con l'autore Ronald Aronson. Interverranno Roberto Mordacci e Maria Russo.

L’elezione di Donald Trump ha esposto la società americana ad una profonda crisi sul concetto di speranza. Dal 2016 una generazione di occupazione ridotta e disuglianza crescente, insieme all'attacco nei confronti dell’educazione pubblica e la polverizzazione della rete di sicurezza sociale, ha gettato le basi per una sbalorditiva sollevazione ai poli opposti dello spettro politico. Rispetto a questo urgente scenario, Ronald Aronson offre una risposta. Egli si schiera a favore di una concezione unica di speranza sociale, una che abbia il potere di comprendere e di avere effetti concreti sulla situazione presente. La speranza, egli argomenta, è molto più di un umore o di un sentimento; è proprio la base di una volontà sociale e di un’azione politica. È questo tipo di speranza che Aronson riconosce tra i sostenitori di Bernie Sanders, che ha esortato la tenace e illuminata disposizione di agire collettivamente per rendere il mondo più eguale, democratico, pacifico e giusto. Ed è stato direttamente contrastato dai sostenitori di Trump, il quale ha dimostrato una cinica e nostalgica fede nell’uomo duro autoritario, bigotto e misogino. Dietro alla crisi odierna Aronson esamina la nostra dolorosa storia: un secolo di violenza catastrofica e di una sconcertante ambiguità del progresso – e tutto questo ha contribuito all’evaporazione della speranza sociale. Come egli mostra, siamo ora in un tempo in cui la speranza è sempre di più privatizzata, in cui – contrariamente a tutti i modi in cui siamo connessi gli uni agli altri – siamo disperatamente soli, mentre lottiamo contro il turbine intorno a noi, demoralizzati dal cinismo che permea la nostra cultura e politica, e gravati dal fatto che dobbiamo trovare soluzioni personali a problemi sociali. Ancora, Aronson argomenta, perfino in un tempo in cui dilagano false speranza, la speranza sociale persiste. Esplorando con cautela cosa noi intendiamo quando diciamo “speranza”, distinguendola dal “progresso”, egli vede i segnali di un cambiamento reale.



We. Reviving Social Hope
The University of Chicago Press, Chicago & London 2017

ISBN: 9780226334660

The election of Donald Trump has exposed American society’s profound crisis of hope. By 2016 a generation of shrinking employment, rising inequality, the attack on public education, and the shredding of the social safety net, had set the stage for stunning insurgencies at opposite ends of the political spectrum. Against this dire background, Ronald Aronson offers an answer. He argues for a unique conception of social hope, one with the power for understanding and acting upon the present situation. Hope, he argues, is far more than a mood or feeling—it is the very basis of social will and political action. It is this kind of hope that Aronson sees brewing in the supporters of Bernie Sanders, who advocated the tough-minded and inspired disposition to act collectively to make the world more equal, more democratic, more peaceful, and more just. And it was directly contrasted by Trump’s supporters who showed a cynical and nostalgic faith in an authoritarian strongman replete with bigotry and misogyny. Beneath today’s crisis Aronson examines our heartbreaking story: a century of catastrophic violence and the bewildering ambiguity of progress—all of which have contributed to the evaporation of social hope. As he shows, we are now in a time when hope is increasingly privatized, when—despite all the ways we are connected to each other—we are desperately alone, struggling to weather the maelstrom around us, demoralized by the cynicism that permeates our culture and politics, and burdened with finding personal solutions to social problems. Yet, Aronson argues, even at a time when false hopes are rife, social hope still persists. Carefully exploring what we mean when we say we “hope” and teasing hope apart from its dangerously misconstrued sibling, “progress,” he locates seeds of real change. He argues that always underlying our experience—even if we completely ignore it—is the fact of our social belonging, and that this can be reactivated into a powerful collective force, an active we. He looks to various political movements, from the massive collective force of environmentalists to the movements around Sanders and Jeremy Corbyn, as powerful examples of socially energized, politically determined, and actionably engaged forms of hope. Even in this age of Donald Trump, the result is an illuminating and inspiring call that anyone can clearly hear: we can still create a better future for everyone, but only if we resist false hopes and act together.